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venerdì 30 gennaio 2015

Esfahan /2

La sera siamo andati in giro per i due ponti più famosi di Esfahan.
Si-o-se pol (سی و سه پل), ovvero ponte dei 33 archi, costruito dalla dinastia Safavidi, nel 1602.
[La Dinastia Safavidi ha regnato in Persia dal 1501 al 1736].

Il secondo ponte è il Khaju (پل خواجو  ) costruito nel 1650.



Entrambi i ponti sono molto belli, ognuno per una caratteristica propria. Le mie foto non sono proprio belle, la mia macchinetta non funziona bene la notte.



Il giorno dopo una residenza Qajar: Chehel Sotoun ( چهل ستون), ovvero “quaranta colonne”. Questo palazzo ha in realtà 20 colonne, ma specchiandosi nel laghetto artificiale antistante il palazzo, raddoppiano. Il palazzo è veramente famoso, ma io vorrei portarvi a conoscere le cose un po' meno famose. Quindi, se volete sapere di più fate un po' di ricerca.



Vorrei però parlarvi del quartiere armeno di Esfahan: Vank.
Un detto persiano dice così: “l’unico vero persiano, è armeno”, per sottolineare come gli armeni siano così parte integrante della cultura persiana da non poterli scindere.



Il quartiere è molto bello, le stradine sono scorci piccolissimi che non ci passa quasi l’automobile. 
Ho visitato la Cattedrale e il museo. 



La cattedrale è piccolina, ma ha le pareti completamente dipinte, con affreschi che riguardano il giudizio universale, la vita di Gesù e alcuni dei più importanti eventi del Vecchio Testamento. 




Il museo conserva molti documenti riguardanti il genocidio armeno, antichi documenti che testimoniano la presenza armena in territorio iraniano, incredibili miniature (come una frase incisa su un capello! oppure un libricino minuscolo che contiene il padre nostro in 14 lingue!), oltre ad oggetti sacri.

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