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mercoledì 14 gennaio 2015

Esfahan /1


Esfahan è la capitale storica dell’Iran. Tehran è proprio l’ultima della serie. 
Il simbolo di Esfahan è la “piazza”…enorme.

Meydan Naqshe Jahaan, la Piazza metà del mondo, chiamata anche Piazza Imam Khomeini, è stata costruita per il volere dello Shah Abbas I.

La Moschea dello Sceicco Lotf Allah

La Moschea dello Sceicco Lotf Allah

Moschea dello Shah

Palazzo Ali Qapu


Entrata, opposta alla Mosche dello Shah



La Moschea dello Sceicco Lotf Allah

Shah Abbas I, detto il Grande, affidò all’architetto Mohammad Reza Esfahan l’edificazione della Moschea Loft Allah. La moschea venne eretta nel 1602 e completata nel 1619. 


Palazzo Ali Qapu

E’ il palazzo che qui vedrete in ristrutturazione.
Qapu in turco significa “soglia reale” ed è il palazzo che segnava l’ingresso al quartiere residenziale dello Shah. 

Dal balcone i regnanti potevano seguire comodamente il polo che si svolgeva in piazza, e nel suo interno poteva ascoltare la musica dal vivo proprio nella “stanza della musica”.


La stanza della musica

La stanza della musica




Moschea dello Shah

La Moschea dello Shah, rinominata dell’Imam (indovinate?) dopo la rivoluzione, venne costruita nel 1611. Un edificio enorme, alto 27 metri e con due minareti di 42 metri.  Decorata con mosaici bellissimi e ricchissimi di dettagli e colorati, archi interni, spiazzi, alberi e una scuola coranica, questa moschea bisogna assolutamente visitarla. L’ingresso è decorato con poemi scritti con la calligrafica “nasta’liq”.

La storia della costruzione della cupola è molto interessante. L’architetto aveva disposto in due scatole delle carte, chiuse a chiave, e consegnate a persone di fiducia, intimando di non aprire mai, se non dopo suo ordine. L’interno della cupola aveva delle “catene” con un numero specifico di anelli. Finito lo scheletro della struttura l’architetto sparì per 10 anni. Il re deciso a scovarlo e ucciderlo, lo trovò e lo condannò a morte. L’architetto chiese come ultimo desiderio di aprire le famose scatole. Le carte contenute avevano il progetto della cupola e il numero esatto degli anelli delle catene portanti. Il numero degli anelli era cambiato per via dell’assestamento! L’architetto sapeva che ci sarebbe stato un assestamento della struttura e completare subito l’opera avrebbe significato il collasso della cupola nel tempo.



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