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domenica 1 giugno 2014

Altri due film: Persepolis e i gatti persiani


Non è un post sui gatti persiani veri e propri. 
Un film di cui vi voglio parlare si chiama in italiano “i gatti persiani”, titolo tradotto per metà. Il titolo inglese, invece, lo traduce per intero “no one knows about persian cats”. Ma visto che questo è un blog persianizzato eccovi l’originale:

کسی از گربه های ایرانی خبر نداره
Kasi az gorbehaye irani khabar nadareh

Film prodotto e diretto da Bahman Ghobadi nel 2009.



La storia sarebbe appassionante: una ragazza e un ragazzo voglio formare una band rock, coinvolgono altri ragazzi e insieme sognano di fare concerti all’estero. Il film è tutto incentrato sulla ricerca di mezzi, fondi, strumenti musicali, luoghi per le prove ostacolati dalla censura sociale sui loro sogni.

La fine è abbastanza tragica. Mi ha ricordato una scena di “Persepolis”. 

Mi dispiace ammettere che il film non mi è piaciuto. Ma lascio a voi la decisione. A me non è piaciuto perché è un po' lento e non mi ha coinvolto. Magari a voi farà un altro effetto.

Visto che l’ho nominato, parliamo di “Persepolis” film d’animazione del 2007, scritto da Marjane Satrapi. 



In molti avranno visto questo film, quindi, non mi dilungherò sulla trama. Preparate però i fazzoletti. 

La storia (autobiografica anche se non completamente tale, così parlò Marjane) si riferisce alla generazione narrata nella storia.Ovvero chi è nato prima della rivoluzione e l’ha vissuta, fino agli anni ’90 compresi. Come già detto in un altro post, l’Iran moderno è molto diverso. 

Prima è stata la parabola sui tetti e la possibilità di vedere i canali stranieri a permettere un’apertura verso l’esterno e verso la modernità. Infatti, ancora adesso, la parabola è uno strumento osteggiato dal regime, ufficialmente, ma non vedi casa senza una parabola. Poi, e quindi ancora, è internet che permette un’ulteriore apertura e modernizzazione. Ufficialmente Twitter, YouTube e Facebook (sicuramente c’è dell’altro ma non so, aggiungete voi) sono inaccessibili. Però ci sono i filtri per aggirare anche questo divieto. Come facciano non so, ma bravi loro che ci riescono. 

Per concludere:

piccola lezione di lingua persiana partendo dal titolo del primo film qui citato.

کسی از گربه های ایرانی خبر نداره
Kasi az gorbehaye irani khabar nadareh

Kasi = nessuno, qualcuno (dice il gatto che dipende dalla frase ma non c’è la differenza che abbiamo in italiano)

az = da, il “from” dell’inglese

gorbehaye = impariamo a destrutturale le parole per carpirne il significato. Gorbe è gatto, ha è il suffisso dei plurali. Quindi, gorbe + ha. Quando abbiamo un sostantivo seguito da aggettivo, si aggiunge una e. In questo caso, la parola termina già in vocale, non possiamo attaccare due vocali così semplicemente. Il perché lo posso solo immaginare: sono due punti d’articolazione diversi e distanti, serve una transizione a metà strada. Quindi, in caso di vocale viene aggiunta questa vocale “intermediaria” che è y. Abbiamo così gorbe + ha + ye.

Irani = le nazionalità si creano aggiungendo una i. Iran + i

khabar = notizia

nadareh = na è il prefisso per costruire la negazione, dareh è la terza persona singolare nella lingua colloquiale, del verbo dashtan, avere. Quindi, non avere notizia.


Letteralmente il titolo è “nessuno dai gatti persiani (non) ha notizia”. Ricordatevi che il persiano mette il verbo alla fine della frase. 

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