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mercoledì 1 aprile 2015

Adam Barfi

Abbiamo fatto un esperimento: guardare un film in persiano, senza sottotitoli. Il mio tesoro ha fatto da interprete, spiegandomi per sommi capi i dialoghi, le immagini hanno fatto il resto.

Ci siamo molto divertiti, quindi, penso lo rifaremo. 

Il film è “Adam Barfi” (آدم برفی) del 1995.

Il protagonista è Abbas, un iraniano che cerca disperatamente di avere un visto per gli Stati Uniti e si ritrova in diverse situazioni tragicomiche in Istanbul. Tutto si svolge in questo microcosmo iraniano in Istanbul. Perché lì? Dopo la rivoluzione, in Iran non c’è più l’ambasciata statunitense, quindi Istanbul è diventata meta per i cercatori di visti. 

Abbas pur di avere questo visto, si traveste in mille modi, l’ultimo travestimento è quello di donna. Ma da donna incontrerà l’amore che gli farà cambiare idea sui suoi progetti per il futuro.






Il film è molto più tragico di come in realtà viene rappresentato. I personaggi sono tutti molto caratterizzati, hanno tutti una personalità bene definita.

Anche le scene più comiche hanno un sapore molto amaro. Istanbul sembra più un girone dantesco di gente disperata che va avanti ad inganni.

L’inganno è il mezzo trainante di tutte le vicende. Abbas cerca di raggirare l’ambasciata con documenti falsi per andare negli Stati Uniti, dove sogna la libertà, viene però raggirato e derubato da dei turchi, che vengono a loro volta raggirati per essere puniti per il furto da due personaggi spalla del film.

Il gatto e la volpe, si fingono amici ma cercano solo i soldi da Abbas, anche se infine lo aiutano.

Donya, il personaggio femminile della storia, è stata lasciata dal marito, cerca disperatamente un lavoro onesto anche se le vengono proposte solo oscenità. Anch’ella verrà raggirata da Abbas (travestito da donna) e i due si innamoreranno proprio per il finto omicidio della Abbas donna.

Nonostante i personaggi abbiano tutti un lato più o meno positivo, sono tutti dei furfanti, all’infuori di Donya (che in persiano significa “mondo”).

Film da vedere.




Piccola chicca persiana:

un genere molto popolare in Iran prima della rivoluzione era il cosiddetto genere “film farsi”. Il protagonista era un incorruttibile sfortunatissimo uomo sempre con i baffi, che muore sempre alla fine e che si sacrifica per la famiglia, amici e per i “valori”. Il film, secondo Azizam, pende un po' spunto un po' in giro questo genere. 

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