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lunedì 6 ottobre 2014

Tappeti - dall'Iran alla Russia e non solo



Cosa lega la Russia all’Iran? 
La storia? Sicuramente. La politica? In un certo senso. La cucina? Si, molto. Ma sapete che c’è un altro elemento che li avvicina a cui non avete pensato? 
Una volta ho letto un articolo sui rimedi russi contro il freddo e indovinate un po’…c’era un tappeto.

Ho fatto un po' di ricerca e ho scoperto di quanto i tappeti persiani abbiano influenzato la cultura mondiale e per ciò che interessa noi, la Russia.

Tappeto sul muro in una casa russa


Perché le case russe si sono riempiti di tappeti negli anni ’60? 

Dal 1960 le campagne russe si svuotarono ulteriormente. I contadini si riversarono nelle città e ci fu un vero e proprio boom edilizio. L’unione sovietica eternamente spiantata costruiva al risparmio, gli edifici erano dei prefabbricati fatti con pannelli di cemento, tutto rigorosamente a basso costo. Tutte le edificazioni sono state fatte con materiali da poco e velocemente. Questi edifici si chiamavano Khrushevka (хрущёвка) prendendo il nome dal presidente dell’epoca, appunto Khrushev.  


хрущёвка
хрущёвка


I muri erano “di carta pesta” e si sentiva tutto cià che avveniva nell’appartamento accanto (immaginiamo le liti…) e il freddo diventata insopportabile. Per isolare termicamente le pareti incominciarono ad usare i tappeti. 

I tappeti utilizzati erano di vari fattura e natura, l’importante era proteggersi dal freddo e dal rumore, ma se si era fortunati erano anche una decorazione. I tappeti che provenivano dalle repubbliche sovietiche quali tagikistan, turkmenistan, kazakistan, erano piuttosto belli. Il sovietico non poteva certo permettersi un prezioso tappeto persiano, ma anche gli altri paesi centro-asiatici facevano il loro dovere scenografico.

Al tempo degli tsar il tappeto era un prezioso ornamento ben accetto dalle delegazioni estere. Se prima il tappeto era l’oggetto che confermava lo status symbol di ricco e aristocratico, per il cittadino sovietico il tappeto era sopravvivenza.

La sua importanza è stata tale da assimilarlo al sale, e se disperdere il sale era un segno di malaugurio per la superstizione, apprendere con i chiodi un tappeto lo era altrettanto data la povertà generale.

Quel è stato il primo tappeto della storia?

Ancora una volta, l’Iran e la Russia sono legati inconsapevolmente. Fino a prova contraria il primo tappeto della storia è il “pazyryk”.


Pazyryk


Questo tappeto ha 2500 anni! E’ stato rinvenuto in una tomba protetta dal ghiaccio perenne del pazyryk, la vallata dei monti Altaj in Siberia.


Tratto da wikipedia: 
“Il pregiato tappeto misura cm 200 x 182 ed è composto da 360.000 nodi di tipo turkibaft per metro quadrato. [Il nodo simmetrico Turkibaft, che in persiano significa "annodato dai turchi", è anche noto come ghiordes o semplicemente nodo turco. Prende questo nome perché effettivamente utilizzato prevalentemente dalle popolazioni turche, comprese quelle della Persia; si contrappone al nodo asimmetrico Farsibaft, "annodato dai persiani", prende anche nome di senneh (o Sehna) o nodo persiano.] Il disegno è composto da un campo centrale e da una bordura divisa in due cornici principali delimitate da tre cornici secondarie. La cornice principale esterna, a fondo rosso, è decorata da una processione di cavalieri (sette per ogni lato) alcuni dei quali procedono in sella mentre altri marciano di fianco al loro cavallo bianco. Nella cornice principale interna, a fondo chiaro, si muovono ventiquattro alci rossi e gialli in direzione contraria ai cavalieri. Le cornici che delimitano la bordura presentano dei quadrati con all'interno un grifone. Il motivo floreale della cornice che separa la marcia dei cavalieri dal pascolo di alci ricorda la croce di sant'Andrea. Il campo centrale è diviso in ventiquattro quadrati a fondo rosso, con un disegno a forma di croce le cui estremità terminano con un fiore stilizzato. Una piccola cornice, formata da piccoli quadratini colorati, decora ognuno dei ventiquattro quadrati.”

Forse la tomba e il tappeto appartengono alla dinastia persiana achemenide. Che sia finito lì per motivi religiosi? Questo non è chiaro.

Il pazyryk è conservato nel museo dell’Hermitage a San Pietroburgo.

Prima di parlarvi di tappeti persiani, volevo farvi una breve storia generale del tappeto.

Dall’Antico Testamento ad Omero a Marco Polo, il tappeto sembra sempre esistito. Difficile però è stabilire come ebbe inizio quest’arte e cosa rappresentassero. Sappiamo per via di dipinti ed inventari che dal 1300 i tappeti rappresentassero animali o elementi geometrici. Durante il Rinascimento iniziò una grande importazione di tappeti dall’Oriente principalmente rappresentati forme geometriche su sfondo rosso. Ma le geometrie furono soppiantate nel 1400 dalle raffigurazioni di animali.

Ma entriamo finalmente nel merito di ciò che interessa noi: i tappeti persiani.

Anche se il tappeto è uno dei “simboli” della Persia, non abbiamo testimonianze dettagliate su di esso. Sappiamo però che il periodo d’oro di quest’arte ha inizio dal 1500. Lo Shah Abbas (1588-1629) ha fatto costruire telai per tappeti nel suo palazzo. Le tecniche di tintura dei tessuti divennero sempre più raffinate permettendo agli artisti di creare sempre nuove trame e colori. Una tecnica persiana era quella di utilizzare la seta per l’ordito, per la trama ma anche per il pelo. Quest’ultimo utilizzo permette una grande densità di nodi e quindi anche la possibilità di rappresentare quante più cose possibile.

[L’ordito è l’insieme dei fili che costituiscono la parte longitudinale del tappeto; essi vengono disposti sul telaio parallelamente, sono la parte più nascosta del tappeto]

I tappeti persiani sono di 3 tipi:

1. Farsh/Qaali, قالی più grande o pari a 120 x 180 cm
2. Qaaliche (قالیچه che significa piccolo tappeto), più piccolo di 120 x 180 cm
3. Gelim (گلیم conosciuto anche come Kilim o Zilu, significa tappeto grezzo), in uso tra i nomadi dell’Iran.

Esempio di Farsh (provenienza Tabriz)


I 5 pilastri del tappeto persiano: 

Tabriz, Kashan, Esfahan, Kerman, Herat.

Tabriz: a Milano (Museo Poldi Pezzoli) è conservato un magnifico tappeto  del 1500 raffiguranti scene di caccia su sfondo floreale, ordito in seta, trama in cotone, pelo di lana, nodo Sehna, di colore rosso, giallo, blu e verde, tutti in diverse tonalità.

Tappeto di Tabriz


Kashan: utilizza seta nell’ordito, nelle trame e nel pelo. I tappeti hanno generalmente scene di caccia su sfondi floreali. Nei tappeti più piccoli ci sono motivi di animali con bordi floreali. Tutt’oggi i tappeti di questa città sono i più costosi e ricercati.

Tappeto di Kashan


Esfahan: Lo Shah Abbas scelse questa città come capitale e di conseguenza anche come massima istituzione della karkhana, la manifattura statale. I tappeti sono in seta con decorazioni floreali, i colori sono prevalentemente pastello, inoltre, si sviluppa la tecnica del tappeto in broccato oro e argento. I tappeti d’epoca sono rari e costosissimi, oggi i tappeti sono moderni, Nain, con soggetti floreali su lana pregiata.

Nain, uno dei tappeti di Esfahan


Kerman: i motivi floreali sono a forma di vaso, e questa particolarità dà il nome a tutto il tappeto, detto appunto, a vaso. I disegni del bordo sono poco definiti, a differenza del centro del tappeto con disegni e colori intesi. La seconda guerra mondiale ne ha cambiato i motivo, rendendolo meno ricchi di arabeschi e decorazione. I tappeti ora hanno un medaglione centrale su tinte chiare (soprattutto avorio).

Tappeto di Kerman



Herat: oggi è una città dell’Afghanistan, ma era uno dei centri dell’annodatura persiana del 1500. I motivi floreali di questa città sono detti “herati” tanto erano famosi. Le decorazioni dei bordi floreali hanno foglie in posizione simmetrica, o losanghe tra i fiori. Il centro del tappeto ha fiori a spirale o arabeschi sovrapposti.

Trama Herati


Sitografia:

http://it.rbth.com/societa/2013/12/30/un_tappeto_contro_il_freddo_28795.html
http://www.tutunci.it/ita/manuali/storia_del_tappeto.html


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