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lunedì 19 ottobre 2015

Il sapore della ciliegia - Abbas Kiarostami

Il sapore della ciliegia, film di Abbas Kiarostami del 1997, vincitore della Palma d’oro a Cannes.

il sapore della ciliegia


In persiano (طعم گيلاس, Ta'm-e gīlās).

Il signor Badii vuole suicidarsi e inizia a vagare con la sua auto in una zona in costruzione. Tra sali e scendi polverosi, strade a picco sul nulla, scavatrici e afghani al lavoro.

Badii cerca qualcuno che lo copra dopo la sua morte e propone 20000 toman per ricompensa.

La prima interazione è con un giovane del Kurdistan che fa il servizio militare. Il giovane spaventato scappa. 

La seconda interazione è con un afghano che studia alla scuola coranica e si arrangia come manovale. 

Qui la conversazione diventa più profonda e il ragazzo spiega come sia sbagliato dal punto di vista spirituale la sua decisione di suicidarsi.

La terza interazione è con un anziano signore, Bagheri, che racconta la sua passata depressione e come si è liberato dal desiderio di suicidarsi. Bagheri è uscito di notte con una corda per impiccarsi. Non riuscendo ad agganciare la corda ad un ramo, sale sull’albero di gelso e inizia a mangiarne i frutti. 
Spunta l’alba e al chiarore della luce del sole si persuade nel suo intento suicida. Spiega così a Badii di come la natura e la bellezza sulla terra siano un motivo sufficiente per stare al mondo. Non sono i problemi ad essere risolti, ma i nostri pensieri ad essere cambiati, non vuoi forse assaporare il sapore della ciliegia? 

una scena del film


Notare come la conversazione si fa sempre più profonda e complessa tanto più i passeggeri di questo viaggio in macchina sono adulti. 
Sarà, inoltre, un caso che il signor Bagheri è un tassidermista ed è l’unico che accetta di aiutarlo?

Badii si decide comunque andare nella fossa prescelta, nonostante sembrasse che avesse avuto un ripensamento. Morirà? 

Il finale lo lascio alla vostra curiosità.

Film consigliato.

Piccola nota culturale.

In Iran, gli afghani sono impiegati nei lavori più umili e faticosi, come manovali, muratori, spazzini ed altro. Inoltre, sono oggetto di discriminazione e diffidenza da parte degli iraniani. 


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