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mercoledì 7 gennaio 2015

Ghom o Qom, una notte fuori dal comune


Ho passato solo una notte a Ghom o Qom, a seconda della traslitterazione, la città natale del mio azizam. 

Il giorno ero stata a visitare una delle residenze dello Shah e andando verso Ghom ho visitato brevemente Borje Azadi che volevo tanto vedere.

Ghom è l’equivalente del Vaticano. E’ la città più religiosa dell’Iran e infatti ho visto solo donne in chador e neanche una col manteau. Per me è stato un po' disorientante. Non ci sono abituata. 

Trovandomi lì per la cerimonia che io ho chiamato Ashura 2 (ovvero 40 giorni dopo Ashura), mamma gatto mi ha portato in moschea.

Premesso che in vita mia non sono mai stata in moschea, non solo sono andata in moschea per la prima volta, l’ho fatto in un giorno importante per l’islam sciita, ma ho anche messo il chador!

[C’è chi usa l’articolo “lo” con chador, io sinceramente uso “il”].

La prima volta che l’ho messo mi sono sentita più simile a Batman, ma a modo mio l’ho indossato. Male, tra l’altro. L’ho messo al contrario, stavo al buio del parcheggio e poi non sapevo avesse un verso. Per me era tutto nero…

Una donna in moschea mi ha detto che l’avevo messo al contrario. Mamma gatto (ovvero suocera), mi ha aiutato ad aggiustarlo. Io non avevo capito, e ho continuato a non capire finché non mi hanno svelato l’arcano.

Leggenda vuole che chi mette il chador al contrario è una prostituta. Che gran figura…

Ma torniamo alla moschea: Haram.

Piccolo inciso. La traslitterazione non aiuta molto. La pronuncia è molto diversa rispetto all’altro “haram”.

Ghom


Il cibo può essere halal o haram. Questo “haram” invece si pronuncia un po' diverso ma si traslittera allo stesso modo e non significa proibito.

Il nonno di Azizam è sepolto lì, ma stavano ristrutturando quella parte e non sono entrata. L’interno della moschea è veramente impressionante. Mille specchietti ricoprono la volta e i soffitti. 

All’interno ho trovato donne che piangevano e si accalcavano ad una teca d’argento (oppure oro bianco), si baciavano la mano, la toccavano e poi si toccavano la faccia.

Ghom


E’ difficile spiegare cosa ho provato io. Non capivo il sentimento religioso delle donne che piangevano, ma allo stesso tempo sentivo di essere in un luogo speciale. Se da un lato non credo in dio, dall’altro ero affascinata dalla moschea.

E poi ho sempre amato il muezzin. 


La notte ho sentito la più bella adhane di sempre.


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